Sviluppo Rurale

La tematica dello sviluppo rurale nell’UE ha assunto una centralità mai riscontrata prima d’ora, sia per quanto riguarda la rilevanza, in termini di risorse finanziarie, da attribuire al “secondo pilastro” della PAC, sia per le forti implicazioni sul piano della redistribuzione dei vantaggi promossi dalla politica agricola europea agli agricoltori e al mondo rurale, sia, infine, per i diversi meccanismi di utilizzazione che connotano le politiche di sviluppo rurale rispetto alle politiche di mercato.

Infatti, con sempre più insistenza si discute, per un verso del forte legame che tali politiche devono conservare con l’attività agricola propriamente detta – seppur in un’ottica che tenga praticamente conto degli sviluppi del settore primario negli ultimi decenni, dei nuovi bisogni e del mutato ruolo dell’agricoltore nella società attuale – e, per un altro, sull’opportunità di propugnare con più convinzione un paradigma di intervento che, non trascurando il ruolo dell’agricoltura e della zootecnia, tenga conto delle dinamiche in atto nelle aree rurali e si orienti, con maggiore convinzione, verso il sostegno dello sviluppo locale, secondo un approccio più propriamente “territoriale”.

A tal proposito, il Consorzio CRISMA ha formato ed ha reso disponibile un esperto pool di tecnici in grado di offrire consulenza, assistenza e progettazione alle diverse imprese che volessero investire a valere sui fondi stanziati dal Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013.

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